il mio viaggio libero. no brand.

Scarponi punk con una storia, jeans ultimi, copricapo dal deserto, sguardo lontano quasi rosa.

Cima del Jebel Toubkal quattromilacentosessantasettemetri, primo quattromila ventiannifa.

Cercavo orizzonti larghi, lontani e magari infiniti, sopratutto volevo sentirmi libera. Sono partita per vedere cieli diversi, non sapevo niente di montagna, non sapevo che ci fosse una qualche differenza di approccio ad un luogo, voglio dire che per me l’importante era andare in mezzo alla Natura Selvaggia  e il più lontano possibile da qui. Sono partita come rincorrendo un’ultima occasione, carica della frenesia dell’avventura pura, quella dove non sai di preciso dove andrai a parare ma, di contro, hai piena fiducia in un qualsiasi Dio. Sono arrivata in una Marrakech pre-turismodimassa e parlando il francese più scadente che si possa  immaginare ho organizzato (parola grossa!)  l’attraversata dell’Alto Atlante e  la salita al Toubkal, quindici giorni dispersa in mezzo alle montagne in compagnia di una “guida”, due muli e un mulattiere tutti parlanti solo la lingua berbera, il silenzio ha rappresentato il sigillo dell’avventura, in tutto potevano essere cinque parole al giorno, stupendo! La mia prima vera esperienza di alta montagna quindi è stata in una montagna Senza, senza neve, senza ghiacciai, senza gente, senza rifugi, senza parole, solo pietre. Non avevo le idee chiare ma tutto il viaggio è stato illuminante.

Mi  rendo conto che ciò che sto raccontando non rappresenta niente di speciale o di stra-ordinario, oggi è facilmente replicabile con un paio di clic, ma voglio ricordare quel viaggio perchè per me è stato un vero Viaggio Libero. Lo voglio ricordare pensando a tutte le donne che non si possono muovere, pensando a tutte le donne che partono da sole credendo alla parte migliore delle persone, alla parte più buona del mondo,  e fanno viaggi fantastici e a tutte le donne che partendo con tale spirito trovano invece la violenza e la morte. A cercare la bellezza per trovare il buio. Lo voglio ricordare perchè ogni  viaggio è un’ispirazione per nuove partenze e immagino ragazze di qualsiasi età  partire da sole o con chi gli pare ma libere come il vento, in barba a tutto lo schifo che ci circonda, alle brutture che ci raccontano, ai vecchi e ai nuovi catechismi. Voglio ricordare un momento di piena Libertà per dire il mio più grande “fuck off” per  tutto questo mettere confini  e dogane, costruire muri, pagare pedaggi e lasciapassare, controllare bagagli e documenti, installare ostacoli, tutto per  impedire e per frenare ciò che di più naturale c’è nella nostra specie e cioè il movimento. Siamo nomadi, migranti, vagabondi, viaggiatori e raminghi da quando eravamo negli alberi e un sistema per saltare un confine come per superare un limite, da che mondo è mondo, l’abbiamo sempre trovato!  Chiunque voi siate sappiatelo!  Viva la Pace. Viva la Libertà.